Giorgia Cozza: la consapevolezza della genitorialità

329-me-lo-leggi-jpgProbabilmente vi sono pochi momenti nella vita così speciali e intensi come quello in cui si diventa genitori.

Da tale momento magico e profondo è assai facile farsi prendere la mano, soprattutto se si è alle prime armi. Del resto si sa che, appena si abbassa la guardia sopraffatti da un grande evento (nascita ma ahimè anche morte, laurea, matrimonio ecc …), gli esperti del marketing sono lì pronti come avvoltoi, approfittando dell’inesperienza della “vittima” per propinarle qualsiasi cosa considerata utile, se non addirittura indispensabile, per il grande avvenimento in corso.

È cosa nota che il marketing crei esigenze laddove realmente non ve ne sono… Ecco che si tende così a concentrarsi sull’avere un determinato gadget piuttosto che sull’essere i veri protagonisti consapevoli e sereni del momento, da vivere e godere in prima persona e non come spettatori in balia degli imprevisti. Se non si è preparati all’arrivo della cicogna può essere facile andare in crisi, nonostante si disponga di una cameretta perfetta e di un corredo all’ultimo grido. La fatica dei primi giorni, gli sconquassamenti ormonali e, come se non bastasse, la sfacciataggine di certe persone che si permettono con arroganza di dispensare consigli non richiesti, portano il neo genitore a sentirsi terribilmente inadeguato, innescando un circolo vizioso che non giova di certo al piccolo pupetto, preoccupato solo di mangiare, evacuare (….), dormire e, quando tutto questo non gli riesce, piangere. “Piangere? Eppure in pubblicità si vedono solo bimbi belli e sorridenti? Quindi i bambini non sono sempre una cosetta dolce e idilliaca? Ma allora coda serve davvero?” Ecco i quesiti di un novello genitore colto alla sprovvista. Le semplici risposte vengono dai bisogni dei lattanti (e non da quelli falsi indotti dai media) e dalla natura: il latte materno, l’affetto di mamma e papà, un appoggio caldo e morbido dove cambiarsi e dormire (che può essere anche il lettone dei genitori), i pannolini e dei capi adatti alla stagione in quantità sufficiente per un ciclo settimanale (i bimbi crescono a vista d’occhio!). Stop. Tutto il resto è un di più che può tranquillamente essere preso in prestito o creato artigianalmente con un minimo di fantasia e solo nel momento in cui si presenta la reale necessità. E poi anche quegli accessori che diamo per scontato, come i pannolini, possono essere diversi da quelli convenzionali, ovvero si può ricorrere al modello riutilizzabile in tessuto, che strizzano l’occhio all’ambiente, al portafoglio e alla pelle delicata del neonato. Lo stesso si può dire per il suo trasporto: al posto di mille marsupi e zaini, nei primi mesi, anche senza ricorrere alle fasce presenti in commercio, si può utilizzare un lungo tessuto elasticizzato per avvolgere il pupetto, stretto stretto al petto della mamma, dalla quale attingere affetto, odore, battito del cuore e calore, come quando viene allattato. Gli esempi da fare sono molteplici, quindi per chi è incuriosito dal tema (non per forza un neo genitore, ma anche uno futuro o perché no zii, nonni ed educatori) vi è una giornalista e quattro volte mamma ben preparata, che ha dedicato una vita a scrivere libri pratici e divertenti attorno al mondo dell’infanzia, della genitorialità e degli affetti, scandagliando questi temi da diversi punti di vista.

L’autrice in questione è Giorgia Cozza: comasca di nascita e sondriese d’adozione, la Cozza scrive da tempo per testate giornalistiche nazionali dedicate alla maternità e poi si è data alla scrittura di saggi intorno al tema di genitori e bimbi, colmando vuoti editoriali che meritavano attenzione. Ecco che dall’esperienza diretta e indiretta e dallo studio delle fonti di psicologi, pediatri, ginecologi ecc. … ha dato alla luce (è il caso di dirlo!) diversi libri, presto diventati dei best sellers: E adesso… cresco, E adesso… regole (Sfera-RCS, 2007 e 2012), Bebè a costo zero (Il leone verde, 2008 e Mondadori 2012, uscito in Spagna, Polonia e Ungheria), Goccia di vita (Ave, 2010), Allattare e lavorare si può (La Leche League, 2012), Allattare è facile! e La pappa è facile! (Il leone verde, 2012), La nanna è facile! e Neomamma è facile! (Il leone verde, 2013), Benvenuto fratellino Benvenuta sorellina (Il leone verde, 2013, uscito in Grecia e in Cina), Latte di mamma… tutte tranne me! (Il leone verde, 2013), Il calendario dell’attesa (Il leone verde 2013), Pannolini lavabili (Il leone verde, 2014), Neononni è facile! (Il leone verde, 2015), Bebè a costo zero crescono (Il leone verde, 2016) e Scusate, ma la mamma sono io! (Ultra, 2016); è co-autrice di Allattamento al seno (De Agostini, 2011). Per i più piccoli ha scritto le Storie di Alice, collana per bimbi da 0 a 6 anni (Il leone verde), La cuginetta che viene da lontano (Ave, 2012) e La stellina che aveva paura del buio (Il leone verde, 2015), Il topino che voleva leggere (Eli La Spiga Edizioni, 2015), Ruffo cambia casa (Il ciliegio, 2016). Al di fuori del settore materno-infantile e sfidando il “politicamente corretto” ha pubblicato SOS tradimento (Ultra, 2015), Quando l’attesa si interrompe (Il leone verde 2010, uscito in Polonia e Lituania), e dis-CONNESSI (Il leone verde, 2016) .

Uno dei suoi libri del 2012, Me lo leggi? (Il leone verde) è stato il motivo della sua visita a Bergamo, più precisamente alla Scuola Svizzera Bergamo: da questa storica realtà elvetica in territorio orobico, plurilingue e d’ispirazione pestalozziana, la Cozza è stata chiamata a spiegare a insegnanti e genitori l’importanza di leggere ai bambini sin dai primi giorni, anzi sin dalla gestazione. Studi scientifici hanno dimostrato che l’udito è uno dei primi sensi sviluppati dal feto, quindi la voce materna in particolare è uno dei primi suoni rassicuranti dopo la nascita. Leggere sin dai primi mesi e per tutta l’infanzia fornisce al bambino una dote d’inestimabile valore: arricchimento del linguaggio, passione per la lettura, sviluppo della fantasia e dell’immaginazione e non in ultimo le basi per un legame intenso e intimo con chi legge. Insomma, è un’attività a costo zero, che rilassa chi legge e chi ascolta e che non ha limiti: non c’è un libro in particolare, non c’è un momento giusto della giornata, non c’è età, non c’è un tempo. Quando lo si desidera si prende un libro o si lascia libera la propria fantasia e si inizia a raccontare, prima della nanna o durante il pasto, mentre si è sul vasino o in viaggio poco importa, l’importante è farlo e con una certa regolarità. Giorgia Cozza è stata molto disponibile nel dare suggerimenti agli insegnanti e nel sentire le esperienze dei genitori, mentre nel pomeriggio ha narrato ai bimbi del Kindergarten il proprio racconto “La stellina che aveva paura del buio”.

La Cozza è stata poi stregata dalla bellezza di Bergamo, come accade a tutti i suoi visitatori. In particolare il suo “occhi clinico” l’ha portata a scorgere un dettaglio interessante nella maestosa opera di Giordano all’interno della ricchezza della Basilica di Santa Maria Maggiore. Si tratta di una madre che allatta un figlio, per altro già grandicello, senza che nessuno si fosse mai scomposto, nemmeno nel luogo di culto!

 

Per maggiori informazioni http://giorgiacozza.blogspot.ithttp://www.bambinonaturale.it/gli-esperti/giorgia-cozza/