Oro Digitale | Dieci consigli per ottenere un sito bruttissimo

Guida galattica per imprenditori: come gestire in modo pessimo la vostra presenza aziendale in rete e la vostra comunicazione online.

di Mikel Capelli

Beh, che c’è? Di decaloghi utili per far risplendere il vostro sito aziendale ed avere successo ce ne sono a bizzeffe, quindi mi son detto: Mikel per una volta fai un servizio veramente utile alle imprese bergamasche che vogliono veramente distinguersi in rete, ma nel modo peggiore. 

D’altronde ho sempre insistito sull’importanza del differenziarsi online e sulla esposizione della propria unicità al fine di attirare la propria nicchia di mercato e aumentare di conseguenza clienti e fatturato: ecco quindi la strada maestra per rendere veramente orribile la vostra presenza su internet.

Ps: mi dicono dalla regia che dovrei specificare, senza l’adozione di emoticon, la natura ironica di questo post: in pratica dovreste fare tutto il contrario di quanto sotto da me riportato. Auff.

1. Non fate nessuna analisi delle parole chiave che verranno inserite nel vostro sito

A cosa volete che serva farsi trovare per le giuste keyword? Sottovalutate totalmente l’importanza di una buona analisi: sicuramente se avete un’attività a Bergamo qualcuno prima o poi andrà su Google, digiterà qualche termine di ricerca con scritto ‘Bergamo’, si avventurerà a suo rischio e pericolo oltre la prima sequenza di risultati e si divertirà a scorrerne almeno un centinaio fino a quando,attratto indiscutibilmente da quell’unica voce senza senso, approderà certamente sul vostro sito. Ovvio che andrà così: chi di noi non ama cercare risultati lontanissimi e non immediati dai primi che Google fornisce! Certo, peccato che quel qualcuno stesse cercando un’officina a Bergamo e non un ristorante come il vostro, ma non fa nulla: continuate pure a pensare che ricercare le giuste parole chiave geolocalizzate ed in target con la vostra clientela non serva e sia semplicemente superfluo.

2. Una volta che vi trovano online, mi raccomando: non fatevi trovare offline

Ovvero dimenticatevi di inserire sul sito i vostri contatti. Anzi, meglio: sbagliateli! Inserite un numero di telefono errato, non verificate la correttezza delle vostre informazioni e sopratutto non credete a quelli che vi dicono che la pagina contatti è fondamentale e deve essere sempre curata. Infine,  importantissimo: non controllate mai le mail che arriveranno su quell’account di posta elettronica che avete indicato sul sito o se proprio vi sentete di farlo rispondete con lentezza esasperante alle richieste dei clienti.

3. Dati sensibili e sicurezza: ma davvero?

Quella parolina strana, quell’acronimo, ah ecco: GDRPR! La sicurezza dei dati e la privacy di chi vi contatta: state già pensando di risolvere la questione con un bel plugin gratis automatico vero? Grande! Magari di quelli scritti in aramaico e pacchettizzati per tutte le esigenze: mitico! Le multe salate per chi non rispetta il trattamento dei dati non saranno di certo un problema vero? Quindi valutate di accodare questa cosa del GDPR dietro agli altri fattori legati alla sicurezza, come ad esempio far sì che il vostro sito rispetti il protocollo HTTPS o il certificato SSL. Come dite? Parolone ostrogote? Eh già: quindi perchè interessarsene! Brao, ta set tròp fort!

4. Pretendete un sito lento lento, lemme lemme che ipnotizzi la rotellina del caricamento

Rifuggete da quel desiderio di realizzare un sito velocissimo, che apra tutte le pagine in un picosecondo: la lentezza non è forse la via più saggia verso la conoscenza? Quindi ottima idea quella di nascondere i vostri contenuti dietro un’attesa infinita! E poi lo sappiamo: quella regola per cui un utente ci impiega in media meno di 7 secondi per decidere se rimanere sul vostro sito o andarsene a gambe levate per l’esasperazione non esiste! Perciò mi raccomando: scegliete un provider scarso per la vostra casa online, affidate ad un cugino l’implementazione di un bel codice ridondante e se, scelta perfetta, vorrete fare tutto da autodidatti mi raccomando infarcite ogni sezione con tanti bei plugin pesanti che tanto fanno tutto loro.

5. Rendete il vostro sito una splendida copia esatta di un volantino

Cosa c’è di meglio di un bel sito vetrina? Magari con una bella presentazione tipo: siamo i migliori nel nostro campo, siamo leader di settore, vantiamo tot anni di esperienza, siamo bravissimi a fare questo e quell’altro. Come negli anni 90, che tanto internet mica si evolve anzi: la staticità dovrà essere l’essenza della vostra presenza online. Quindi niente unicità, niente valorizzazione dei contenuti e soprattutto niente qualità: solo fuffa!

6. Abbondate con la complessità, puntate all’inusabilità!

Perchè mai rendere tutto chiaro e semplice al vostro utente? Nascondete tutto in sezioni irraggiungibili anzi: più l’informazione è essenziale più rendete il percorso esasperante per chi sta navigando (con ammirazione) sul vostro sito. Rendete l’esperienza di un  potenziale cliente una sofferenza: fate in modo che sia una tragedia avvicinarlo al vostro prodotto o servizio: il vero viaggio di un eroe del web è sempre costellato di peripezie, pericoli ed imprevisti quindi perchè non abbondare con le complessità?

7. Trascurate la versione mobile: chi mai possiede uno smartphone?

Responsivo: che termine strambo! Se il vostro sito si apre bel bello su tutti i pc a cosa vuoi che serva renderlo adatto per tutti i cellulari di nuova generazione? In fondo cosa volete che conti il fatto che la stragrande maggioranza dei primi contatti ad un sito ormai arrivino da smartphone? Concentratevi sulla minoranza che si sta riducendo ogni giorno di più, evitate il grande flusso e lasciatelo alla concorrenza! E se proprio state pensando di realizzare una versione mobile del vostro portale mi raccomando: che sia una replica esatta del vostro sito desktop senza adattarlo alla logica di navigazione interattiva mobile, totalmente diversa rispetto a quelle riflessiva del desktop.

8. Pop up a non finire!

Esagerate con i pop up, quelle simpatiche finestrelle che si aprono ad ogni click: che il vostro sito sia un impertinente fuorilegio di aperture random, una esplosione di fuochi di artificio di messaggi invasivi. Quanto è bello sorprendere infatti l’utente con la continua distrazione di messaggi? Meglio poi se totalmente superflui ed inutili e partricolarmente invasivi mentre si sta cercando ciò di cui ha bisogno veramente! Quindi via con un pop up dietro l’altro: chissà quale gioia per il nostro fortunato visitatore!

9. Non pensate ad un blog: che importanza avrà mai un contenuto sempre aggiornato

Perchè mai informare i clienti con novità, promozioni o peggio ancora con del bel contenuto educativo? Un bel dispendio di energie ed una spesa non indifferente vero? Quindi ecco la soluzione: pubblicare il sito e lasciarlo così com’è per almeno i prossimi dieci anni. Non credete a quei consulenti come il sottoscritto che sostengono l’importanza della produzione costante di contenuto di valore e che sostengono quanto essa sia fondamentale per ogni strategia di web marketing vincente che si traduca in aumento di clienti e fatturato. Lasciate tutto immobile, congelate la vostra presenza online: prima o poi diventerà vintage e quindi ricercata. Certo, sarete fuori mercato, ma questo è un dettaglio.

10. Che il vostro sito sia bello, bello, bello in modo assurdo ma mai funzionale

Esteta, vanitosa e autocompiacente: il must per la vostra presenza online! Prima il bello e poi, forse ma forse, la funzionalità. Il vostro gusto personale infatti sarà ovviamente universale perciò quello che piace a voi perchè non deve piacere a tutti? Certo, ci sono ormai da anni percorsi e schemi consolidati nel linguaggio della comunicazione digitale che dovrebbero essere rispettati rigorosamente e gli esperti di web marketing affermano che per ottenere un risultato efficace questo debba passare tassativamente attraverso il concetto di utilità e non di bellezza – che deve essere sempre al servizio della funzionalità – ma perchè curarsene? Sostengono inoltre, sempre quegli esperti, come uno dei primi grandi sbagli sia quello di realizzare un sito che piaccia solo al proprietario e che trascuri totalmente la sua vera natura, ovvero quella di mettersi al servizio dei clienti finali. Ma che ne sanno loro? Molto meglio commissionare il sito come se fosse un bel dipinto che appaghi l’estetica ed il vostro ego piuttosto che idearlo col fine di attrarre nuovi clienti e aumentare il vostro business.

Mikel Capelli
è consulente di Web Marketing per le piccole e medie imprese a Bergamo,

ha un debole per la musica degli anni ’70 (quella bella, dice) e per le cose fatte bene.

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