Chi è Leti e cos’è il progetto #nonsimollauncactus

Ascolta le interviste | Letizia, che tutti chiamano Leti, è una ragazza di Roncobello, nelle Orobie bergamasche. Ha 19 anni ed è appassionata di danza, come molte sue coetanee.

Leti è una giovane donna a cui il termine “adolescente” sta ormai stretto, con addosso quell’entusiasmo di chi vuole essere indipendente e decidere del suo domani.

L’incidente

Nell’autunno del 2017, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, viene strattonata sul pullman scolastico, finisce a terra e il suo collo si flette male, molto male. All’inizio sembra solo una brutta botta, ma l’aggravarsi delle  condizioni rivela una diagnosi infausta: alcune vertebre non sono più al loro posto. Leti si trova in fretta ad avere deficit neurologici che le impediscono di compiere i gesti più semplici. La famiglia tenta per due anni di fare qualcosa, ma il suo collo è scomposto come raramente accade e le terapie non esonerano Leti dalla sedia a rotelle.

Leti e la speranza

Un giorno però una speranza si accende, ma sembra molto lontana, in primo luogo fisicamente: Texas, Stati Uniti d’America. Lì c’è un’equipe medica che potrebbe operare Leti e stabilizzare la sua colonna vertebrale dandole una speranza concreta di riabilitazione. Ma la speranza è lontana anche dal punto di vista economico: il sistema sanitario statunitense è completamente privato, le operazioni sono a carico del contribuente e chi viene da fuori deve pagarsi l’operazione, la degenza e la riabilitazione.

La mobilitazione

Ed è a questo punto che avviene quello che chiameremo il miracolo brembano. Monica, la mamma di Leti, parla con amici di famiglia di questa possibile operazione e tanto basta perché si sollevi una gara di solidarietà che, per rapidità e portata, è paragonabile solo alla sceneggiatura di un film.

La nascita della onlus

Da cosa nasce cosa, da aiuto nasce aiuto: in meno di un mese Leti, sua mamma Monica e tutta la sua famiglia non sono più sole ad affrontare il destino. Un paese, una rete di conoscenze, un’intera Valle si mobilitano per organizzare iniziative, aste benefiche, spettacoli, cene collettive, sempre e solo con lo scopo di raccogliere fondi che andranno ad un’associazione, fondata anch’essa a tempo di record. Si chiama Sulle Ali di un Sogno Onlus e parte subito con un progetto dal nome evocativo e provocatorio: #nonsimollauncactus.

L’idea del nome, racconta Monica, nasce dalle parole della madre di un bambino che era in camera con con Leti durante i lunghi mesi di ricovero ospedaliero. E mollare la speranza proprio ora sarebbe, a tutti gli effetti, improponibile. La Onlus serve anche a questo, a tener accesa la speranza non solo per la famiglia di Leti, ma per tutte quelle famiglie che, improvvisamente, si sono trovate a “cadere a terra” e hanno bisogno, per rialzarsi, di molte mani.

Ci hanno raccontato…

Qui sotto trovate l’intervista a Nicole, insegnante di danza di Leti, che abbiamo sentito al telefono il 19 settembre 2019, quando abbiamo iniziato a seguire questa storia.

Venerdì 20, alle 7.30 di mattina, è stata invece Monica a parlarci dell’associazione e di tutti i progetti a sostegno di #nonsimollauncactus, gli stessi che si trovano elencati sulla pagina Facebook Sulle Ali di un Sogno. Qui potete ascoltare il podcast dell’intervista:

Leti, c’è tutta una comunità con te: #nonsimollauncactus

Leti #nonsimollauncactus