18 marzo 2021: a Bergamo si celebra la prima Giornata della Memoria delle Vittime del COVID

Il 18 marzo 2020 uno steward della Ryanair fotografò dal balcone di casa sua, in Borgo Palazzo a Bergamo, una lunga colonna di camion militari che usciva da un lato del cimitero. Dentro c’erano le bare di persone morte di coronavirus. Una spaventosa ondata di decessi che aveva mandato in tilt i servizi funebri di Bergamo e che mostrò all’Italia e al mondo in quale incubo eravamo precipitati. Eravamo tutti a casa dal 9 marzo. L’Italia cantava dai balconi mentre Bergamo perdeva in quel solo mese di marzo 670 abitanti e la provincia 5.919, 191 al giorno. Fu quella foto che fermò per sempre in uno scatto l’orrore in cui l’Italia e il mondo erano precipitati in pochi giorni e che oggi ritroviamo nella prima Giornata della Memoria delle Vittime del Covid. Il ricordo ha una dimensione doverosa, nobile, storica e anche noi di Radio 2.0 ci fermiamo un minuto per ricordare.

Il Presidente Draghi a Bergamo per celebrare il sacrificio di Bergamo

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha partecipato a Bergamo alla prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus.

Al Cimitero monumentale di Bergamo ha posato una corona d’alloro sulla stele dedicata alla vittime del Covid mentre veniva letta la poesia di Ernesto Olivero che è scolpita su una stele. Dopodiché si è spostato al Parco Martin Lutero alla Trucca per l’inaugurazione del Bosco della Memoria con la cerimonia per la messa a dimora dei primi 100 alberi.  Un minuto di silenzio e, subito dopo, le note della tromba di Paolo Fresu hanno aperto la cerimonia. Durante la commemorazione sono succeduti saluti e interventi istituzionali.

“Siamo stati il simbolo della pandemia lo scorso anno, con le immagini dei camion militari, per questo vogliamo essere un simbolo di rinascita oggi”, sono state le parole del Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che ha aperto gli interventi.

Poi ha preso la parola il premier Mario Draghi:  “Cari bergamaschi avete vissuto giorni terribili in cui non c’era neanche il tempo di salutare i propri cari. Tante immagini hanno colpito l’Italia e il mondo, ma una sola resta indelebile. La colonna dei carri militari. Questo luogo è il simbolo del dolore di un’intera nazione”. Poi ha promesso: “Non accadrà più che le persone fragili non vengano assistite e protette. Solo così il luogo della memoria sarà il simbolo del nostro riscatto”. E dopo aver ricordato “le figure simbolo di resistenza civile di questa comunità” scomparse durante la prima ondata della pandemia, ha concluso: “Con loro ricordiamo tutte le vittime della pandemia e ci stringiamo intorno alle loro famiglie”.

Paolo Fresu e la sua tromba al Parco della Trucca

Le note della tromba risuonano nel silenzio del Parco Martin Lutero, a Bergamo. A suonare è il musicista Paolo Fresu, scelto per accompagnare l’inaugurazione del «Bosco della memoria», piantato in onore delle vittime del Covid-19.

18 marzo: una giornata per ricordare le vittime del COVID

La commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama  all’unanimità, ha dato il via libera al d.d.l. che istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid 19. Verrà celebrata con cadenza annuale il giorno 18 marzo e su tutti gli edifici pubblici le bandiere saranno a mezz’asta. La legge prevede un minuto di silenzio nazionale, una programmazione speciale della Rai, iniziative didattiche nelle scuole.

Mulè, sottosegretario alla Difesa del governo Draghi ha dichiarato: “L’approvazione della legge è per me motivo di profonda commozione essendone primo firmatario e promotore. L’Italia ricorderà ogni anno chi non ce l’ha fatta nella ricorrenza di quell’immagine con i camion militari incolonnati sulle strade di Bergamo con i feretri. Sarà un giorno simbolico per il Paese che attraverserà i confini del tempo e della memoria. Mi sento in dovere di essere grato a tutti coloro che, all’unanimità alla Camera e al Senato, hanno contribuito affinché si giungesse al risultato dell’approvazione della legge”.